Piccole strade crescono: proseguono i lavori sul tratto di ciclopedonale che, dalla Valle del Lanza, giunge fino a Ligurno di Cantello, sfociando appena sotto la chiesa di San Giorgio, in Via della Chiesa.
Ma come mai esiste si sta costruendo proprio qui, lungo questa strada, una nuova ciclopedonabile? Ecco tutte le informazioni che possediamo in proposito.
ENTRIAMO NEL DETTAGLIO
L’opera fa parte di un progetto di largo respiro finanziato dal programma operativo U.E. Interreg Italia -Svizzera, denominato TI CICLO VIA.
Interreg è un’iniziativa europea che offre la possibilità di realizzare progetti transfrontalieri concreti per lo sviluppo delle regioni, cofinanziati da Unione Europea e paesi limitrofi non UE, come la Svizzera. In Svizzera la partecipazione finanziaria a Interreg è parte integrante della Nuova politica regionale. La gamma dei progetti finanziati è ampia e spazia dallo sviluppo di prodotti turistici comuni a soluzioni per vincere la sfida della digitalizzazione.
Ecco come viene presentato il progetto sul sito della Provincia di Varese:
Progetto TI CICLO VIA
TI CICLO VIA è un progetto di cooperazione transfrontaliera tra provincia di Varese e Cantone Ticino che mira ai seguenti obiettivi:
- sviluppare un’offerta di mobilità ciclistica, competitiva e integrata ai trasporti pubblici con la realizzazione, da Malnate al valico del Gaggiolo, di una ciclovia di livello transfrontaliero e internazionale, pienamente collegata alla rete ciclabile regionale e cantonale e al sistema ferroviario e viabilistico;
- stimolare la domanda di mobilità ciclistica, attiva e sostenibile con azioni di sensibilizzazione e di coinvolgimento attivo dei cittadini, ma anche di city users ovvero di pendolari, studenti, ecc.;
- analizzare il sistema attuale della mobilità nel territorio e sviluppare un piano d’azione sulla mobilità ciclistica transfrontaliera che metteranno a sistema e in sinergia strumenti, progetti, risorse economiche e competenze dei vari stakeholders che potranno avere un ruolo strategico nel sostenere la trasformazione vocazione ciclabile del territorio.
Il progetto interessa la Provincia di Varese come soggetto capofila ed una rete di partenariato transfrontaliero composta da Comune di Varese, Comune di Malnate, Comune di Valmorea, Commissione Regionale dei Trasporti del Mendrisiotto, Repubblica e Cantone Ticino, Ente Regionale per lo Sviluppo del Mendrisiotto.
Il programma completo è consultabile sul Sito della Provincia di Varese, da cui è possibile scaricare i relativi allegati (vedi alla fine dell’articolo).
RIPRENDIAMO LA NOSTRA STORIA
Dunque il progetto della strada, cofinanziato da UE e Svizzera e organizzato dalla Provincia, ha l’evidente finalità di fornire un’alternativa all’automobile, per quanto riguarda gli spostamenti in zona, proponendo un’integrazione con la mobilità ferroviaria (e questo per ovvi motivi di traffico e inquinamento); ma non solo: si inquadra in una visione molto più ampia di una rete di ciclovie che colleghi tutta l’Europa, in questo stimolando un certo tipo di turismo e il relativo indotto di accoglienza, assistenza, rifornimento e così via.
Nel giugno 2020 viene approvato il progetto definitivo del tratto che comprende la strada che dal Mulino del Trotto sale verso Ligurno: un documento di 53 pagine dal titolo:
Progetto Interreg V-A Italia – Svizzera “TI CICLO VIA sviluppo di un sistema di mobilità ciclabile transfrontaliera nei territori delle valli dell’Olona, del Lanza e del Mendrisiotto” TRATTO MULINO DEL TROTTO – LOC. GAGGIOLO -Cantello (VA), Solbiate con Cagno (CO) – LOTTO 2
In sostanza illustra il tracciato e spiega quali devono essere i requisiti di una ciclovia. Successivamente, nel medesimo anno, l’argomento viene affrontato in sede di Consiglio comunale.
SE NE DISCUTE AL CONSIGLIO COMUNALE
Perché il Comune è chiamato a deliberare sul progetto? Perché tecnicamente esso costituisce una variante al suo Piano di Governo del Territorio, e così è anche per Malnate: perciò “gli enti interessati” (ovvero la Provincia di Varese e i due Comuni) sono sollecitati a promuovere un Accordo di Programma al fine di regolarizzare la conformità. Una prima proposta di accordo risale al 18 settembre 2020 (il Comune di Cantello ne ha dato notizia sul suo sito in data 25, ne resta ancora traccia ma il documento non più visibile). Infine il 30 novembre 2020 si arriva alla delibera vera e propria, con parere favorevole.
Significative le richieste di rassicurazioni, da parte del gruppo di minoranza, in merito al rischio di dissesto idrogeologico del tracciato e alle condizioni di sicurezza nei punti di intersezione con la rete viaria automobilistica (soprattutto in prossimità della rotatoria a biscotto di Gaggiolo); l’obiezione che il tratto dal Mulino del Trotto a Ligurno sia caratterizzato da una forte pendenza e la domanda di chiarimento sul ruolo che potrebbe svolgere in questo contesto la Ferrovia della Valmorea, un tratto di ferrovia dismesso che corre nella valle del Lanza, riportato in vita anni fa come ferrovia turistica e ora di nuovo in disuso.
Il gruppo di minoranza esprime comunque parere favorevole per l’opera per due ordini di ragioni:
“Le prime sono riconducibili al valore intrinseco dell’opera in un’ottica di promozione di forme di mobilità alternative e ecosostenibili quali quella ciclistica; le seconde invece insistono sul fatto che il tracciato della ciclovia attraversa in maniera significativa il territorio comunale di Cantello ed in particolare dei centri abitati di Ligurno e Gaggiolo e questo fatto potrà senz’altro giocare un ruolo di primo piano nella direzione della valorizzazione anche in chiave turistica del nostro paese.”
E insieme all’assoluto sostegno della maggioranza, l’Accordo di Programma (precisato, fra le altre cose, che non comporta impegni economici per gli enti interessati) viene votato all’unanimità.
I PRO E I CONTRO
Ma quest’opera era necessaria? La domanda è venuta alle labbra un po’ a tutti, spontaneamente. Ed è venuta anche a noi.
Certo, le considerazioni in merito sarebbero state tempestive nel periodo della sua approvazione, ma ricordiamo cos’è stata per tutti la seconda metà del 2020! Non vale come scusante, ma diciamo che l’attenzione era focalizzata su altri argomenti.
Prima di passare alle nostre considerazioni, abbiamo voluto sintetizzare qui i SÌ e i NO secondo il sentire comune.
NO: una ciclopedonale in una zona di forti pendenze come la nostra è assurda e al massimo diventerebbe lo svago di pochi.
SÌ: una ciclopedonale serve anche a chi fa escursioni a piedi, favorisce il godimento dei boschi con più sicurezza.
NO: si snatura una vecchia e storica strada dei boschi.
SÌ: la vecchia strada aveva esaurito la sua funzione di collegamento, non era più praticata, era ridotta a meno di un sentiero
NO: il manto di asfalto in un bosco è contro natura.
SÌ: al di là di renderla fruibile per le biciclette, la strada corre in pendenza nel tratto iniziale e finale. Una copertura è necessaria, altrimenti i tratti in pendenza si dissestano con gli acquazzoni e il tratto in piano sarebbe invaso dai detriti. Un triste esempio: la strada pedonale che dalla discarica di Ligurno scende verso la provinciale che porta a Rodero.
NO ALL’ASFALTO: meglio la rizzata e cercare di affrontarne il costo.
SÌ ALL’ASFALTO: anche recuperando i soldi per ripristinare la rizzata, un fondo di sassi è penalizzante per il cicloturismo.
Chiudiamo con un’ultima coppia di pro e contro che contiene un piccolo mistero:
NO: ci deve pur essere un’alternativa alla vecchia strada dei boschi.
SÌ: l’unica alternativa valida è quella di far proseguire il tracciato in piano lungo la vale del Lanza e da lì entrare nel Mendrisiotto. Ma pare che manchino i requisiti di sicurezza, e cioè la distanza minima di quattro metri dal percorso della Ferrovia della Valmorea. In questo momento, però, la ferrovia è in evidente disarmo… c’è qualche progetto che bolle in pentola?
CHE COSA NE PENSIAMO NOI DI LEGAMBIENTE CANTELLO
La nostra posizione è: “Sì, però”. Sì, perché il valore dell’opera va compreso nella sua interezza, ed è quello esposto negli intenti del progetto: creare una rete ciclabile di vasta portata che faccia da volano al turismo e si integri con la mobilità ferroviaria, fornendo un’alternativa a quella automobilistica. In quest’ottica, la ciclabile che dal Lanza sale verso Ligurno diventa parte del contesto. Una parte debole, e di cui probabilmente i beneficiari più importanti saranno le ditte che ne cureranno la manutenzione, ma pur sempre con una sua funzione di trait d’union, o di garanzia di continuità.
Sì perché, se non servirà ai pendolari frontalieri impegnati in un’improbabile cronoscalata, porterà comunque più gente nei boschi e questo, a differenza di quello che si potrebbe credere, ne aumenta la sicurezza e la tutela.
Di conseguenza, sì alle dimensioni della carreggiata e al manto di bitume colorato: sono i requisiti a norma di legge richiesti dalla ciclovia.
Però… C’è sempre un però. Però l’Amministrazione comunale non deve limitarsi a ottemperare alle richieste della Provincia, ma impegnarsi (come già si è espressa in sede di approvazione) a inserire il tratto di ciclovia che attraversa le due frazioni di Cantello in un serio progetto di sviluppo del turismo.
Speriamo di aver fornito un contributo utile per una futura discussione. Aspettiamo i vostri commentI!
ALLEGATI PER CHI DESIDERA APPROFONDIRE
Per il progetto globale TI CICLO VIA clicca su
Relazione del Progetto definitivo del tratto Mulino del Trotto – Località Gaggiolo



