VOLONTARI, NON GENDARMI!

Chi siamo? Meglio spiegarlo in modo chiaro: siamo cittadine e cittadini di Cantello che hanno a cuore la tutela dell’ambiente.

Di tutto l’ambiente.

Dalla condizione delle nostre aree verdi, dalle strade, da come è gestita l’edilizia urbana, da quanto si fa per rendere il luogo in cui viviamo un posto sempre più vivibile e a misura d’uomo.

Ciò significa avere un occhio di riguardo verso quelle politiche e a quelle pratiche che tendono al risparmio energetico, che combattono l’inquinamento di ogni tipo, che si curano del cambiamento climatico e che quindi promuovono le energie rinnovabili e il loro impiego, sia pubblico, sia privato.

Non apparteniamo a nessuna compagine politica, né ci guidano ideologie di sorta, che non siano quelle della tutela ambientale e dell’ambientalismo scientifico.

Ma non siamo né gendarmi, né vigilantes. Non andiamo in giro a puntare il dito o a promuovere delazioni. Tentiamo di mantenere uno sguardo equo su tutto, ma non stiamo zitti se qualcosa è illegale, pericolo, fuorilegge, dannoso per la cittadinanza.

QUALCOSA D'ISTITUZIONALE

Ecco tutto ciò che ci riguarda e che può esserti di riferimento.

Qui puoi trovare lo Statuto del nostro circolo.

Ed ecco anche un piccolo organigramma per conoscerci meglio:

 

PRESIDENTE
Serafino Legnani

COMITATO DIRETTIVO
Giuseppe Cocquio, Massimo Fiora, Francesca Ghinassi, Piera Molteni, Ruggero Vanzin

 

Tutto questo è Legambiente: persone come te che, attraverso il volontariato e la partecipazione diretta, si fanno promotrici del cambiamento per un futuro migliore.

DACCI UNA MANO!

IL CIRCOLO ``OLIMPIO COCQUIO``

Sono oltre 80 i circoli locali che fanno capo a Legambiente Lombardia. Il Circolo di Cantello è uno di questi.

Ogni fondatore intitola il circolo come crede meglio. Noi, dal canto nostro, quando abbiamo saputo che Olimpio Cocquio ci aveva lasciati nei primi giorni di dicembre 2010, eravamo consapevoli di non aver perso solo il nostro Presidente, ma un uomo che aveva fondato tutta la sua esistenza su valori come democrazia, resistenza e libertà. Abbiamo così deciso all’unanimità di dedicare proprio a lui il circolo che aveva tanto amato e in cui aveva tanto lavorato.

Al termine del funerale, sul sagrato della Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo, sua nipote Federica Baj ha salutato il nonno con una lettera idealmente a lui indirizzata. Nel corso della lettura, tutti noi abbiamo riconosciuto nelle belle parole di Federica il vero Olimpio, con il suo modo di essere e di vivere la vita,  senza ipocrisie.

Pertanto ringraziamo Federica e sua mamma Eugenia per averci permesso di pubblicare il testo integrale della lettera, che vogliamo riportare anche su questo nuovo sito, per ricordare l’uomo e l’amico.

``DEVO A MIO NONNO LA PERSONA CHE SONO``

Olimpio Cocquio - Circolo Legambiente Cantello: Chi siamo.

Cantello, 18 dicembre 2010

 

Devo a mio nonno la persona che sono.

PRIMO RICORDO, I BOERI

Avrò avuto si o no cinque anni e ogni pomeriggio mio nonno mi portava con lui alla Società Operaia e mi comprava un boero.

Per me quel cioccolatino ripieno di liquore e ciliegia era una delizia.

Una volta se scartavi un boero e avevi fortuna, ci trovavi dentro la scritta “ne hai vinto un altro”! E allora la delizia era doppia!

 

SECONDO RICORDO, L’ASILO

Non sono mai voluta andare all’asilo.

Stavo in campagna con il nonno e intanto mia nonna mi insegnava a leggere e a scrivere.

Alla frequentazione della scuola non ho potuto oppormi.

Però lui, nei primi giorni delle elementari era lì ad aspettare con me lo squillo della campanella d’inizio delle lezioni e, all’ultimo squillo, lui era ancora lì ad aspettarmi per accompagnarmi a casa.

 

TERZO RICORDO, IL CIBO

La verdura che ha sempre coltivato nell’orto di casa.

Io non ho mai mangiato insalata del supermercato.

E i capponi. Ogni Natale.

 

QUARTO RICORDO, IL GIORNALE

La prima cosa che faceva alla mattina era andare in edicola a prendere il giornale: la Repubblica.

La seconda era una breve sosta al circolino per dare un’occhiata al giornale: l’Unità.

Ha sempre avuto per me una parola gentile.

Una sua carezza sulla testa nei miei momenti difficili arrivava sempre.

Anche se non gliela chiedevo.

 

“MI PIACE PENSARTI…”

Non so dove sei ora. Di certo avrai già abbracciato i tuoi cari: la mamma Rosa e il papà Peppino, Eugenia ed Ezio.

Mi piace pensarti in un luogo con persone che stimavi, anche se non conoscevi, ma con le quali condividevi gli stessi valori: Democrazia, Resistenza, Libertà e quel profondo senso civico che ti ha sempre contraddistinto.

Che so…magari sono li con te ora Sandro Pertini, Cesare Pavese, Enrico Berlinguer, Papa Roncalli, Enzo Biagi.

Magari c’è pure il nostro caro Faber che ti canta “Don Raffaè” che ti piaceva tanto.

Se davvero fosse così, nonno, in quanto a compagnia – cavoli! – saresti messo molto meglio di noi.

Negli ultimi anni il nonno era diventato un po’ sordo.

Alla proposta di mettere un apparecchio acustico ci diceva: “No, no. Mi vori murì senza artifizi”. Era un semplice.

Lui sarebbe stato felice di potervi salutare nella bella chiesa del nostro cimitero.

Purtroppo ciò non è stato possibile. Un vero peccato!

Vi chiedo, se potete, un piccolo sforzo di immaginazione: di chiudere gli occhi per un attimo. Di fingere di essere nella spoglia chiesetta romanica “senza artifizi” e bella proprio per questo. Un po’ fredda ma riscaldata dall’energia buona della sua storia secolare.

Cercate, se potete, di sentirlo anche un po’ di freddo.

E così, di pensare all’Olimpio, ciascuno a modo suo.

Federica