ALBERTO MINAZZI è morto domenica mattina, 16 aprile 2023, alle 4 del mattino all’ospedale di Circolo. È stato uno dei fondatori di Legambiente e la sua attività nella provincia di Varese (così come in tutta la Lombardia) è stata davvero enorme. Aveva 76 anni e ancora molto da donare.
Nel rispetto delle sue volontà, non è stato fatto il funerale.
Per ricordarlo, proponiamo il bell’articolo apparso su La Prealpina il giorno dopo la morte, lunedì 17 aprile. L’articolo, firmato da Adriana Morlacchi e dal titolo “Il visionario concreto”, offre un commosso ritratto dell’uomo e dell’ambientalista.
IL VISIONARIO CONCRETO
Addio ad Alberto Minazzi. Tra i fondatori di Legambiente, simbolo per Varese
di Adriana Morlacchi
La Prealpina – lunedì 17 aprile 2023
VARESE – Eccolo in bicicletta, con i pantaloni di velluto e lo zaino, Mentre pedalava, Alberto Minazzi non vedeva la Varese di oggi, ma quella del futuro. E lui, per concretizzare quella visione, lavorava ogni giorno. Mentre spingeva sui pedali immaginava una città con auto elettriche, senza inquinamento, con case alimentate da energie rinnovabili e orti per l’autoconsumo.
Alberto Minazzi era più di un simbolo per Varese. Era un ambientalista scientifico vero, uno che credeva fortemente nel contributo che il singolo può dare nella tutela dell’ambiente, ma che ancor di più voleva tradurre il suo agire in politica e – dati e ricerche alla mano – confrontarsi con le istituzioni per provare davvero a cambiare il mondo. Veniva dal gruppo di Pdup – Manifesto. È stato tra i fondatori di Legambiente, a lui si deve negli anni ’80 la nascita della sezione varesina dell’associazione, di cui è stato anima per più di 40 anni, sviluppando sul territorio un movimento di persone animate dall’amore per l’ambiente e dal desiderio di creare una società più equa, giusta e solidale. È stato direttore di Legambiente Lombardia.
Per Alberto Minazzi l’ambientalismo era qualcosa che dava gusto alla vita, che si traduceva in aria aperta, cibo sano e sogni grandi,. Non era uno di quegli ambientalisti disposti a incatenarsi sotto un albero per difenderlo. Per Minazzi l’ambiente era un sistema in cui un esemplare di albero poteva essere sacrificato, perché quello che bisognava assicurare era la sopravvivenza della foresta. Al Brinzio e alla Rasa, quando venivano organizzati i campi di volontariato internazionali di Legambiente, era sempre in prima linea per fare la manutenzione dei sentieri. Non era uno che faceva ai giovani grandi discorsi, preferiva “l’attivismo”, la partecipazione, l’esser di esempio.
Architetto di mestiere e per vocazione, anche nella professione mostrava uno sguardo attento all’ambiente. Ad esempio, con Casa Matta, ai Mulini di Gurone, aveva creato un laboratorio dove sperimentare nell’edilizia l’economia circolare, utilizzando quindi materiali di recupero. «Aveva grandi idee che faceva camminare sulle due ruote e a piedi. Era una persona instancabile» è il ricordo di Rocco Cordì, attualmente presidente della sezione varesina di Anpi e “compagno di strada”. «Per me, dal punto di vista dell’ambientalismo, è stato un padre. Con lui ho perso un pezzo di me stesso. Sono convinto che avesse ancora molto da dare alla lotta ambientalista» dice Dino De Simone, presidente della commissione Ambiente del Comune.
Alberto Minazzi se ne è andato il giorno del compleanno dell’amata moglie Rossana, storica presidente di Fiab Ciclocittà, deceduta nel novembre 2021 per lo stesso male. Proprio sabato 15 aprile a Varese era stata organizzata una biciclettata per ricordarla e sembra quasi che lui, fermo da ormai troppo tempo, abbia voluto raggiungerla.
Lascia la figlia Valentina, attualmente presidente di Legambiente Varese.. Quello di Alberto, infatti, era un credo contagioso, il cui impegno sociale coinvolgeva la famiglia e diventava la vita stessa.
NON SMETTEREMO MAI DI RICORDARLO
La domenica cominciò così, con un telegrafico messaggio del nostro presidente, Serafino Legnani, postato alle 8.59 su WhatsApp:
Buongiorno e buona domenica, ho appena letto sul gruppo WhatsApp di Legambiente Varese il post di Valentina Minazzi che allego. Mi dispiace molto. Brutta notizia.
Segue il messaggio di Valentina, la figlia di Minazzi, rivolto a tutta Legambiente Varese:
Ciao a tutti, forse la notizia vi ha già raggiunto ma volevo avvisarvi che questa notte mio papà ci ha lasciati.
Alberto è sempre stato molto vicino a Legambiente Cantello ed era un amico personale del direttore Serafino. Nel 2010 collaborò per la stesura del primo statuto del nostro Circolo.
Nel 2013, appoggiò attivamente la battaglia contro il ripristino della cava Nidoli a Cantello, partecipando agli incontri pubblici e parlando con i media della situazione.
Collaborò alla stesura delle osservazioni ai Pgt (Piani di governo del territorio) ai tempi dell’amministrazione Gunnar Vincenzi e ha ispirato le osservazioni in merito agli interventi nel centro storico del nostro paese, intervenendo personalmente nell’assemblea pubblica che si tenne in proposito, un anno prima dell’attuale amministrazione Chiara Catella.
Ha sempre partecipato a tutte le feste di raccolta fondi tenute a Cantello, in località Gremello, dalle tre associazioni Legambiente, Arci e Urca.
Intervenne anche all’inaugurazione dell’attuale sede di Legambiente Cantello, in via Torre dei Premoli, portando per l’occasione l’allora presidente regionale Barbara Megetto, nel 2011.
Un altro articolo in cui Alberto è stato ricordato con affetto e considerazione è uscito sul sito di La Nuova Ecologia, la rivista di Legambiente.





